“Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore..”
Cantava Sergio Endrigo.

Aveva ragione.
Con petali sostituiamo veggenti
Con colori giochiamo sentimenti 
Con spontaneità abbelliamo capelli
Con essenze profumiamo case

Per fare tutto ci vuole un fiore
Per accompagnare il cuore di sorrisi
Per te In un giorno speciale.”

Fu così che questa notte di rientro mi ritrovai per le strade di Parigi.
In Roue de Fleurus si respirava aria di piena Belle Époque ed al civico 27 la porta aperta parlava ai passanti con sottofondi jazz. Mi fermai per goderne un po’.
Comparve al mio fianco un omino piccolo dalle guance rosse e dal fare buffo ma elegante; fissava anche lui la porta, non me,  e boccheggiando prima la pipa sussurrò – se resti qui non ballerai mai – continuò i suoi passi, oltrepassò la soglia.
Una signora dalle tonalità scure all’ accoglienza mi invitò gentilmente ad attendere in salotto.
Attorno al divano chiaro quadri variopinti, unico rumore dopo la musica. La luce alle spalle delle tende spesse spingeva con una forza tale che sembrava avesse deciso, in tutto il mondo quella notte, di illuminare solo quella stanza mentre le bottiglie su quel tavolino la riflettevano divertite, anche loro tuttavia volevano e dovevano partecipare al trionfo d’arte nell’aria, giustamente, ed io sorridevo guardandole e riconoscendone i luccichii del solo assenzio.
Rifece il suo ingresso il piccolo omino. Mi porse sorridente un bicchiere di vino e scrutando timidezza, allungò il braccio per insistenza – inibitorio – Scomparve nuovamente.
-Vedo che avete già fatto conoscenza del Signor Toulose, perdonate l’attesa –
Mi osservò, sorridente anche lei. La osservai sorridente, erano contagiosi. I suoi occhi, che occhi.
Aveva in mano dei fogli, svariati. Ne sfilò uno dal mazzo continuando a guardarlo, non me, e schioccandolo sussurrò

Una rosa è una rosa è un rosa –
Appoggiando il foglio solitario vicino al luccichio di vetri posò accuratamente la restante parte su un vassoio.
– Resta pure quanto vuoi. Io sono Gertrude, Gertrude Stein, la proprietaria di queste mura. Chi tu sia lo scopriremo insieme. –
Il bicchiere del signor Toulouse era ancora pieno, un buon motivo per restare.

Nessun soggetto è terribile
se la storia è vera
e se la prosa è chiara ed onesta
e se esprime coraggio e grazia
nelle avversità.

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